MAISON DE LA JOIE A OUIDAH: TRA TRADIZIONE,EVENTI,PARTENZE E…BURRO DI KARITE’

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Cari amici vicini e lontani, eccoci qua di nuovo a parlare di tutto quello
che ruota attorno al Benin.
Intanto parafrasando un titolo di un vecchio giornaletto locale faentino, dico che : “arriva il Papa e non so cosa mettermi”. Questo fine settimana
infatti Benedetto XVI si recherà in visita ufficiale nel vecchio Dahomey, per
cercare di arginare l’oceano di sincretismo che agita da sempre il
Golfo di Guinea, compito penso davvero impari anche per lui.
Per quanto riguarda invece la Maison de la Joie giù a Ouidah, le cose pian
pianino evolvono e ritornano alla “normalità” anche se
l’assenza di Christian si fa sentire. Justine in questa settimana, terminerà finalmente
il periodo di lutto che la tradizione in Benin, riserva alle vedove: ovvero
3 mesi da “sepolta viva”, dove è proibito farsi vedere in giro,
impensabile quindi per lei fino ad oggi occuparsi dei cantieri e della gestione del
ristorante. La tradizione addirittura vorrebbe che ella restasse nel clan
familiare del marito a piangerlo, è quindi considerata come un’impura, dove le è
proibito perfino farsi da mangiare. A tal uopo, le verrebbe fornita una
signora che si dovrebbe occupare di lei,  questa persona, traducendo la lingua
locale la si potrebbe definire “la moglie della vedova”. Alla
fine dei tre mesi, tutto il clan familiare si ritrova per onorare la memoria del defunto
e per decidere le sorti della prole o degli affari del marito. Tenete
presente che in molte zone dell’Africa, alla morte del marito, la
vedova è cacciata di casa assieme ai figli e messa sulla strada, dai parenti del
defunto, i quali si prendono tutti i beni materiali disponibili in quel
momento. E questo fin dall’antichità. Fortunatamente Justine  “abita e vive” alla Maison….

Fine novembre vedrà poi la Maison riempirsi nuovamente di turisti e
visitatori europei e volontari di passaggio.
Parlando invece delle inziative della Maison in Italia è tutto un
brulicare di iniziative e di eventi. Intanto è uscito “Binario 7” , il bel
romanzo scritto da Erika Rigamonti, la nostra volontaria e responsabile dei
progetti. Tutti i diritti d’autore delle vendite del libro andranno a
finanziare i nostri progetti in corso. Il libro è pubblicato dai tipi
della “Moby Dick”, una delle case editrici più conosciute tra
gli addetti i lavori, per via della loro ottima produzione in fatto di pubblicazioni
letterarie di qualità. Erika, sta promuovendo il suo libro in tutta Italia, ha iniziato
la scorsa settimana a Parma e il 29 novembre ore 18,30 lo presenterà a
Milano presso la libreria Isola Libri via Pollaiuolo 5 Milano, e interverrà
la giornalista Paola Vallatta, pure lei una grande amica della Maison.

Appena il giorno prima ovvero il 28 novembre , a Roma, presso il Teatro
dell’Angelo, via Simone de Saint Bon 19, curato da Patrizia Olivia
Belotti  e  Fabio Zannoni avremo un bell’evento chiamato “Benin terra di
uomini e piriti” . Si tratta di letture sul Benin, uno spettacolo teatrale con
Antonello Avallone e una mostra fotografica sul Benin. Anche qui il ricavato dell’evento è dedicato alla  Maison, invitiamo quindi tutti gli amici di Roma e di Milano
a partecipare personalmente, sarà un momento per ricordare le giornate
passate a Ouidah e per chi non è mai venuto giù, per informarsi per
un’eventuale soggiorno presso di noi.

Fra pochi giorni, Therese (mia moglie) e Silenat la nostra piccolina di tre
anni, partiranno per un lungo soggiorno giù a Ouidah, nel tentativo di
sostenere moralmente e di coadiuvare il lavoro di Justine. Io e l’altra nostra figlia,
Azara li raggiungeremo il giorno di Natale, assime alle persone che hanno
già deciso di passare le loro feste a Ouidah e di trattenersi fino alla
Festa Mondiale della Religione Vudu’. Fino a tale data la Maison è
strapiena, e ci saranno stanze libere quindi solo dopo l’11 di gennaio.
In  tutto questo bailamme, dovrò pure cercare di preparare tutta la
documentazione dei bambini adottati a distanza, per i nostri padrini e
madrine che ringrazio davvero per la loro pazienza infinita e fiducia.
Stipuleremo anche un “contratto” con il villaggio di Afataranga,
dove daremo inizio ai lavori di preparazione consegna del mulino per aumentare la
produzione  del burro di karite’ puro,equo-solidale.
Infatti dopo il grande successo di vendita avuto alla fiera “Semi di
Futuro” di Faenza, dove nel giro di poche ore, sono stati venduti
tutti i panetti, si è deciso per un’importazione di un quantitativo maggiore.
Parlando coi beninesi stessi, è risultato che il “burro di
karitè” prodotto  in Benin è di gran lunga il migliore di quello prodotto in altri paesi
africani, e il successo è lì a dimostrarlo. Tra parentesi non pensavo che
le persone che soffrono di dermatiti e di malattie importanti della pelle
come la psoriasi fossero così numerose…. Quindi per tutti coloro che
hanno necessità per uso terapeutico, cosmetico, massaggi,artriti,reumatismi e altro li invito a prenotare per tempo il nostro “BURRO DI KARITE’ PURO MAISON DE LA JOIE”.
Infine sabato prossimo i volontari trasporteranno da Cassano d’Adda a
Faenza , la merce che assembleremo per il container della prossima
primavera.. Il progetto “Village de la Joie” sta procedendo nei
tempi indicati, nonostante i problemi già menzionati.

Grazie a tutti ed arrivederci a presto a Ouidah, in Benin.

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