WINE FOR AFRIKA 4

TUTTI IL 12 MAGGIO A CASTEL RANIERO DI FAENZA RA,  ALL’INTERNO DI  “MUSICA NELLE AIE –  CASTEL RANIERO FOLK FESTIVAL “,   http://www.musicanelleaie.it

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Dalle ore 13,00 vi aspettiamo ai nostri gazebo, dove potrete incontrarci e conoscerci, poter stare insieme a noi, e perchè no?, aiutarci… ascoltanto buona musica, bere ottimo vino biologico in un contesto naturale eccezionale e immersi in un’atmosfera fantastica.

Ai nostri gazebo potrete trovare, comprare, gustare:

vino sfuso

vino in bottiglia con pergamena dedicata

le nostre magliette batik, le nostre tovaglie pastificate con disegni africani, i nostri gadgets, le nostre collane e i nostri braccialetti etnici appena arrivati dal Benin.

Il nostro ormai mitico burro di karité “Joie de Karité”, puro, non raffinato e biologico al 100%, praticamente quasi  introvabile in Italia.

Informazioni riguardo al nostro Turismo Responsabile e Volontariato alla Maison

Le nostre fotografie d’autore in bianco  e nero in vendita.

La nostra mostra di quadri africani denominata “Sotto al grande Baobab”,appena rinvenuta dopo quarant’anni di “letargo” .  

Quindi vi aspettiamo davvero tutti per vivere un pomeriggio solidale in allegria!!!

www.maisondelajoie.com

nelle foto i preparativi di anni precedenti Therese Sile Aie.jpgbottiglie quinzan.jpg

SOTTO AL GRANDE BAOBAB

da pdf.jpgAl’interno di Wine 4 Afrika,  a proposito, il 12 di maggio vi aspettiamo tutti a Castel Raniero di Faenza per Musica Nelle Aie; noi saremo orgogliosi di presentare in anteprima una mostra di quadri di un’artista africano, scomparso una trentina d’anni fa. La mosta si intitola 

“SOTTO AL GRANDE BAOBAB”

il pittore si chiamava Pierre

 

Circa 30 anni fa, alcuni volontari faentini, tornando da una missione umanitaria in Burkina Faso, furono colpiti dalla bellezza di alcuni quadri, che un pittore locale, dipingeva usando come materiale, gli scarti e le rimanenze di colori, di improvvisati imbianchini indigeni. L’artista teneva alcuni pezzi in mostra all’interno della Missione delle Suore NDA presso Fada N’Gourma, una cittadina vicino al confine con il Benin. Alcuni volontari incuriositi, lo andarono a conoscere, si faceva chiamare “PIERRE”, e pure così firmava i suoi piccoli capolavori. I volontari decisero di acquistare in prova una decina di quadri per poi venderli in occasione di mostre-mercato in Italia. Il pittore Pierre, morì’ poco tempo dopo di TBC, una malattia che per quei tempi, in Africa, ancora non dava scampo. Di lui, quindi, non si sa né quando è nato né quando è morto, come del resto succede a molte persone in questo continente; ma ci restano le sue opere, divenute ora preziose anche perché limitate come numero. Per circa 40 anni questi quadri sono stati dimenticati in un qualche archivio e hanno preso polvere, poi come succede ai tanti percorsi delle cose, “Pierre” ha ricominciato a vivere nelle sue opere e ci parla della “sua” Africa: l’Africa del lavoro delle donne, dei suoi odori e sapori, dei suoi infiniti paesaggi , ma soprattutto l’Africa dei villaggi, ci parla della loro fierezza e povertà dignitosa, una semplicità di vita che ci riporta quasi all’Eden.

Più di tutti ci ha colpito una sua opera, dove alcune indigene lavorano sotto un grande Baobab, l’albero sacro per eccellenza in Africa; da qui il nostro titolo della mostra-mercato: “Sotto al grande Baobab”.

Ve la presentiamo con grande orgoglio e siamo certi che anche voi come noi, ve ne innamorerete.

 

Arriva Maggio i bimbi fan festa….prima WINE 4 AFRICA e poi a Terra Futura

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Ciao a tutti, sarà davvero un bel maggio, quello che attende ai volontari e amici della Maison de la Joie, infatti  questo periodo vedrà la nostra costante presenza con 8 (otto!) gazebo alla manifestazione  Musica nelle Aie, in quel di Castel Raniero Faenza (Ra) www.musicanelleaie.it/, una manifestazione che anno dopo anno raccoglie sempre più consensi.Saremo poi presenti nel week-end successivom coi nostri stands a Terra Futura – Firenze.   www.terrafutura.it/

Noi saremo lì in tanti, lieti di poter presentare per il quarto anno consecutivo  WINE 4 AFRICA,  mescita di vino biologico per  il sostegno del nostro sogno in Benin; chi volesse partecipare e/o venirci a trovare e a conoscere, sarà davvero il benvenuto. Qui sotto trovate il comunicato stampa e le indicazioni riservate ai volontari o a chuinque voglia aggregarsi. Vi aspettiamo numerosi, ci divertiremo!! 

 

Wine 4 Africa

Quarta edizione

 

musica, vino e solidarietà

 

12 maggio 2013

 

manifestazione

 

Musica nelle Aie – Castel Raniero folk festival – Faenza

 

 

Faenza: 12 Maggio 2013. Nello splendido contesto delle colline romagnole, lungo una passeggiata accompagnata da concerti folk  sparpagliati nelle aie faentine, i sogni giovanili di due uomini si ritrovano dopo molti anni. Pietro Bandini, proprietario della Cantina biologica Quinzan e Flavio Nadiani Fondatore della Maison de la Joie, una casa famiglia in Africa Occidentale decidono di dare vita da due anni,  all’iniziativa Wine 4 Africa: la vendita di bottiglie numerate di vino Savignon prodotto dalle cantina Quinzan all’interno della manifestazione Musica nelle Aie contribuirà alla realizzazione di borse di studio per i bambini che vivono  alla Maison de la Joie in Africa Occidentale. Ogni bottiglia di vino sarà accompagnato da una pergamena ricordo.

 

La vendita avverrà nello stand della Maison de la Joie .

 

All’interno dello stand sarà inoltre possibile gustare vino sfuso e ammirare una mostra fotografica sul Benin, Africa occidentale dove ha sede la Maison de la Joie.

 
 

 

La maison de la joie:

 

La Maison de la Joie si trova in Benin Africa occidentale ed è una casa-famiglia per bambini orfani e/o in estrema difficoltà, ha operato come realtà privata fino al 2008, anno in cui, finalmente, è stata riconosciuta come ong.

 I  bambini sono  orfani inviatici da orfanotrofi o casi di bambini in estrema indigenza segnalatici dalla parrocchia locale. Nonostante le ridotte possibilità economiche sono ormai  deciene e decine , i  bambini che la Maison ha strappato a una vita non degna di questo nome, dando loro una casa, un‘istruzione e la possibilità di costruire il loro futuro.

 La Maison de la Joie è conosciuta nel mondo come buon indirizzo di turismo responsabile per il Benin .

 

Quinzan:Il vino

 

Nel 2001 Luigi Veronelli ha assaggiato il Quinzân Savignon rosso  e lo ha inserito nella sua guida oro 2004 attribuendogli il “Sole”, massimo riconoscimento concesso ai 20 vini più emozionanti dell’ultimo anno.

 

La cantina biologica

 

Nasce per la valorizzazione delle migliori uve aziendali, in particolare del Savignôn Rosso, ottenuto da uve Centesimino, un vitigno autoctono faentino

 

 

Come arrivare:

 

La destinazione è via Castel Raniero 97, Faenza.

 

Giunti alla circonvallazione dirigersi verso Firenze; alla prima rotonda, direzione Brisighella (bocche dei canali), prendere la seconda uscita ( via Castel Raniero ) e procedere fino al parcheggio obbligatorio, ove partono le navette. Alla festa: il nostro spazio  dista circa 50 metri sulla destra del luogo principale  ( La Chiesa di Castel Raniero); e saremo accompagnati dalla musica di una band in concorso

 
 

 

Per ulteriori informazioni:

Flavio Nadiani: info@maisondelajoie.com   Tel: 346.3168680

www.maisondelajoie.com

 

 

 

Per informazioni sulla cantina biologica Quinzan:

 

Pietro Bandini: quinzan1@alice.it  Via Castel Raniero 6 – 48018 Faenza – Tel. 339-7261421 Fax 0546-26588

 

www.quinzan.it/index.htm

 

Per informazioni sulla manifestazione Musica nelle aie:

 

Pietro Bandini fattoriabandini@libero.it cell. 339.7261421

 

www.musicanelleaie.it/site

 

 

 

 

MUSICA NELLE AIE E WINE FOR AFRICA
 

 

  A CASTELRANIERO – FAENZA  – 12 MAGGIO 2013

 
 

 

ISTRUZIONI PER L’USO

 

 

COS’E’  MUSICA NELLE AIE:

 

 E’ UNA KERMESSE DI UNA TRENTINA DI GRUPPI DA TUTTA ITALIA  DI MUSICA  ETNICA – FOLK. SI SVOLGE SULLE COLLINE DI FAENZA, LUNGO UN PERCORSO DOVE IN OGNI AIA DI CONTADINI SUONANO I GRUPPI, CON ANNESSI STAND PER LA MESCITA E VENDITA DI VINO.

 

QUASI OGNI EDIZIONE  HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI  DECINE DI MIGLIAIA DI PERSONE SUL PERCORSO.

 

COS’E’  WINE FOR AFRICA:   WINE FOR AFRICA E’ LO STAND DELLA MAISON DE LA JOIE, DOVE VENDIAMO VINO SFUSO, GRAPPA AFRICANA, BOTTIGLIE DI VINO MARCATE CON TARGA RICORDO. IN ALLEGATO TROVATE IL COMUNICATO STAMPA  www.maisondelajoie.com

 

 

 

PER CHI VUOLE PARTECIPARE E DARE UNA MANO:

 

 

 

L’AMBIENTE E’ MOLTO BELLO E LA FESTA MOLTO COINVOLGENTE;  PER TUTTI NOI POTREBBE ESSERE UN MOMENTO PER RITROVARCI E STARE INSIEME IN QUESTA NS WOODSTOCK FAENTINA, RENDENDOSI UTILI PER I BAMBINI DELLA MAISON DE LA JOIE.

 

 

 

ACCOGLIMENTO VOLONTARI: PER  I VOLONTARI, AMICI, PARENTI E GENTE DI PASSAGGIO E/ O CHIUNQUE  VOLESSE PARTECIPARE E DARE UNA MANO , E’ GIA’ ATTESO DAL SABATO MATTINA. SI DORME PRESSO CASE PRIVATE  E O  GRAZIOSI B&B (prenotare per tempo..)

 

 

 

IL MANGIARE : PER IL SABATO SI FA UNA PASTA A CASA DI FLAVIO E THERESE, PER LA DOMENICA IL MANGIARE E’ LIBERO E A VS CARICO.

 

 

 

SVAGO E LAVORI DA FARE:

 

 CHI ARRIVA IL SABATO MATTINA SI PRESENTI A CASA DI FLAVIO ( TEL. 3463168680)  E CI SARA’ DA PREPARE LE ATTREZZATURE PER L’INDOMANI

 

RITIRARE CAMION E MATERIALE  (TAVOLI, GAZEBO, ANFORE, BICCHIERI, STRISCIONI  E ALTRO ) PER ALLESTIMENTO STANDS .

 

PER SABATO POMERIGGIO MAGARI CI SCAPPA UNA BREVE ESCURSIONE VERSO BRISIGHELLA;

 

SABATO SERA  CENA ALLA FESTA

 

 

 

DOMENICA MATTINA: DOPO COLAZIONE A CASA DI FLAVIO , SI VA A CASTEL RANIERO PER ALLESTIMENTO E MONTAGGIO STANDS ALLA FESTA

 

PRANZO LIBERO ALLA FESTA (A PAGAMENTO)

 

DOMENICA POMERIGGIO/SERA:  MESCITA E VENDITA DI VINO, DISTRIBUZIONE VOLANTINI, VENDITA GADGETAL TERMINE SMONTAGGIO E RICONSEGNA DEI TAVOLI, ALTRO E DEL CAMION , ORARIO FINE LAVORI  ORE 21,00.  SALUTI

E’ GRADITO CENNO DI CONFERMA

 

Per ulteriori informazioni:

 Flavio Nadiani: flavio.nadiani@alice.it  Tel: 346.3168680  – via Orto Badia 7- 48018 Faenza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

Volontariato in Africa alla Maison de la Joie -Ouidah Benin

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La Provvidenza: quando ho sentito questa parola per la prima volta ero un ragazzino impegnato nella ricerca della giustizia e nelle prime raccolte di rifiuti e oggetti da rivendere per inviare il denaro alle missioni, più di quarant’anni fa. 

Crescendo ho davvero visto come Provvidenza può legarsi a parole come Coicidenza, Casualità.Ma la parola che più le si lega  rimane indubbiamente la Profezia. Orbene nessuno di noi è sicuramente profeta, “colui che traccia un cammino, una via”, ma nel nostro piccolo l’impegno è di lasciare un segno, un gesto un ricordo, un esempio.

Quando cominciò l’avventura della Maison de la Joie a Ouidah in Benin, non potevo immaginare, nè sapevo che la tanta strada percorsa,sarebbe stata lastricata di sofferenze, dolori, tradimenti, isolamento e menzogne. Davvero la battaglia per la giustizia è lunga e a volte impari sono le forze, ma nonostante tutto mi reputo ancora fortunato: è sicuramente più quello che ho avuto di quello che ho dato. Quando ho toccato il fondo è stato allora che decine di mani si sono fatte avanti per alzarmi e sostenermi; quando non vedevo la luce oltre le tenebre, la speranza e l’entusiasmo di nuove forze, hanno illuminato il cammino. E’ la Maison de la Joie è ancora qui in Benin a riscaldare cuori, a offrire esperienze di amore, a far conoscere un paese misterioso e magico, a volte ingrato ma sempre aperto al futuro e all’incontro.

E’ allora che Provvidenza può essere un amico conosciuto da poco , Franco, che decide di partire e di mettersi in gioco nel momento più decisivo. E’ allora che Provvidenza si trasforma in una signora in pensione ma non certamente in riposo nell’animo, Elsa, che decide di restare alla Maison per qualche mese e condividere la vita coi nostri bimbi e con le nostre ragazze. Provvidenza può essere Claudia, Maria Cristina e G.Paolo, che decidono di provare a conoscere il Benin, in  momenti non certo tranquilli e non certo facili in tutta questa regione africana. A loro va il mio grazie  personale, ed è bello vederli tornare con quella luce negli occhi, diversa, più viva, di chi ha vissuto in poco tempo momenti esaltanti. Ed ora tocca a Sara, che partirà il prossimo mese, e poi ancora a Piera e Giovanni, alternando inesperienza a entusiasmo; sogni alla concretezza del dover fare di ogni giorno.

Davvero la Maison de la Joie non ha mai avuto così tanti amici e collaboratori; forse è questa davvero la Provvidenza, sapere che non sarai mai solo e che  chi fa parte della Maison non potrà mai esserlo, perchè la Maison non è solo una casa famiglia per bambini orfani o in difficoltà, no, è uno stato dell’anima, è quella parte migliore di noi che esce e si manifesta; e chi ha giustizia, ideali, coraggio troverà sempre qualcuno  disposto a fare un pò di cammino insieme.

Forza amici la Maison è la’ che vi aspetta, per aprirvi  le sue piccole e gracili braccia in un tenero abbraccio; coi suoi occhi vispi, con la sua fragilità,ma anche  con le sue rughe e le sue ferite.

Grazie a tutti quelli che sono stati, che ci sono e che andranno.

E dico proprio a voi che mi leggete, la Maison vi chiama: non avete mai fatto in Africa  un’esperienza di volontariato?, di viaggio responsabile?, di conoscenza di una terra misteriosa, culturalmente e spiritualmente ricca? E’ il momento di provare….

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La Maison de la Joie una piccola realtà in movimento e che vi aspetta..

Cari amici, nonostante i problemi e le vicessitudini avute in quest’ultimo anno, la Maison de la Joie procede con la sua missione: che è quella di stare SEMPRE dalla parte dei bambini indifesi e umiliati. Per fare questo abbiamo dovuto pagare un prezzo in termini morali e affettivi altissimo, sia in Benin che in Italia.
La sofferenza ci ha portato notti insonni, rughe nuove, capelli sempre più brizzolati e cuore a volte pesante….Sappiamo che non siamo stati perfetti, anche nel voler fare del bene, e mai forse lo saremo, ma quello che è certo è che ogni volta cercheremo di interpretare con umiltà cosa è bene e cosa è male, cosa è giusto e cosa è invece sfruttamento.

Questo alcuni non l’hanno voluto capire.La vita è fatta di sogni ma poi è la cruda realtà quella che ogni giorno ci sveglia e ci interpella ad una risposta che deve essere costante. La poesia diventa prosa, ma guai a colui che toglie la speranza negli occhi di un bimbo, non sarà mai degno della nostra amicizia.

Ecco le ultime notizie da Ouidah; la Maison  nel frattempo ha visto giù la presenza oltre che di Elsa  anche di   Claudia e di una coppia di turisti responsabili:  Maria Cristina e Paolo. A loro auguriamo che  i  giorni passati a Ouidah siano  per essi un’esperienza indimenticabile di affetto e di crescita personale…

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  e  questo è il nostro notiziario in linea

 

BUONA LETTURA

Le Petit Journal 2.pdf 

WINE FOR AFRICA 2012 e non solo….tutti al lavoro

una troupe di Rai 1 che “cerca e trova” a Ouidah, la nostra Maison de laJoie; il settimanale Famiglia Cristiana che fa un articolo su di noi; un bar a Roma che diventa equo e solidale più di tanti altri…..

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Eccomi dopo tanto tempo, ancora a raccontarvi questa meravigliosa avventura che è la Maison de la Joie, e che coinvolge in prima persona la vita di alcuni di noi.

Innanzitutto complimenti a Erika, la nostra responsabile che molti di voi hanno conosciuto grazie alla sua fortunata tournè in tutta Italia, per la presentazione del suo ultimo romanzo,  “Binario 7”. Beh amici, la nostra Erika/Susso ha vinto il primo premio del concorso nazionale:

PREMIOENRIQUEZ 2012 CITTA’ DI SIROLO
PER UNA COMUNICAZIONE E UN’ ARTE DI IMPEGNO SOCIALE E CIVILE
Categoria: Editoria – Sezione: romanzo civile

Che dire?; siamo onorati di essere tuoi amici e pensiamo che tu te lo sia veramente meritato.

www.erikarigamonti.it/

Giù a Ouidah, la storia continua  tra piccoli insuccessi e grandi passi in avanti,così insomma come è la vita. Qui in Italia, invece si sta celermente lavorando per la spedizione di un container da 40 piedi, in modo da poterlo sdoganare in luglio/agosto. In questo container troveranno finalmente posto tutti i libri che Erika ha raccolto grazie alla donazione di tante persone, la biblioteca comincia ad essere veramente qualcosa di tangibile. Per non parlare di tutti quegli altri componenti che serviranno per i ll Villaggio della Gioia, non ultimo il grande generatore donatoci dalla ACG INSTALLAZIONI,una ditta davvero all’avanguardia nella tecnologia edile di qualità e davvero grande di cuore. www.acginstallazioni.it


 Nello stesso momento a Ouidah, si stanno ultimando i lavori di costruzione della medesima. Ad agosto prossimo, il numeroso gruppo di volontari, 13/14 amici,  si troverà davvero davanti ad un lavoro immane, ma sappiamo che la volontà e l’entusiasmo è davvero tanto e quindi siamo certi che tutto si svolgerà per il meglio quindi: forza Marco,Lorenza,Paolo, Chiara,Anna, Angela, Gianfranco,Silvia,Francesco,Franco…scusatemi davvero chi ho dimenticato, ma davvero alcuni non li conosco nemmeno per nome….mettetecela davvero tutta!

Vi informo che Marco e Lorenza saranno alla festa equo-solidale  a Mirandola(Mo) il 6 maggio prossimo, chi vuole aiutarli o anche solo conoscerli, saranno presenti allo stand della Maison de la Joie/Viaggi e Miraggi, e potranno saperne di più sulla Maison e sul turismo responsabile in Benin  

www.bottegadelsole.org

www.viaggiemiraggi.org

Intanto della  Maison de la Joie, se ne continua a parlare qui in Italia, infatti dopo i servizi andati in onda su Rai 1 in occasione della messa papale trasmessa in diretta da Cotonou, anche la rivista Famiglia Cristiana, ci ha dedicato un piccolo articolo sul numero della settimana scorsa; è inoltre presente anche un bel servizio on line nella sezione volontariato; è bene che se ne parli..bene.   

 http://www.famigliacristiana.it/volontariato/organizzazioni/articolo/maison-de-la-joie.aspx

Per tutte le persone di Roma:  grazie a Mariangela, abbiamo un amico di nome Alberto, che senza conoscerci e senza mai essere stato a Ouidah, ha fatto dei calendari e raccolto offerte, e aperto le tasche sue  per la Maison, noi gli diciamo GRAZIE! e pensiamo che davvero il suo bar ora equo-solidale sia davvero uno dei posti più caldi e accoglienti e vi invitiamo prendere un caffè da Alberto….sarà come fare colazione coi nostri bambini; quindi tutti  al Oldmoon Bar Home.

www.oldmoonbar.com

 

Beh amici, che dire….ci siamo, infine e finalmente alla terza edizione di WINE 4 AFRICA. Quindi a tutti gli amci e i volontari rivolgiamo un caloroso invito   a venirci ad aiutare sabato 12 e domenica 13 maggio, sulle colline di Faenza. Lo so che verretre da tutta Italia ( Lombardia, Emilia Romagna, Campania,Lazio, Veneto, Sicilia, Sardegna,Liguria, Piemonte, Aosta ….ho dimenticato qualcuno?), rinunciando a  ore di sonno o altri impegni famigliari.. sarà davvero una gioia ritrovarsi e respirare un pò di quell’atmosfera magica di Ouidah.

 

 Wine 4 Africa

Terza edizione

 

musica, vino e solidarietà

13 maggio 2012

manifestazione

Musica nelle Aie – Castel Raniero folk festival – Faenza

 

 

 

Faenza: 13 Maggio 2012. Nello splendido contesto delle colline romagnole, lungo una passeggiata accompagnata da concerti folk  sparpagliati nelle aie faentine, i sogni giovanili di due uomini si ritrovano dopo molti anni. Pietro Bandini, proprietario della Cantina biologica Quinzan e Flavio Nadiani Fondatore della Maison de la Joie, una casa famiglia in Africa Occidentale decidono di dare vita da due anni,  all’iniziativa Wine 4 Africa: la vendita di bottiglie numerate di vino Savignon prodotto dalle cantina Quinzan all’interno della manifestazione Musica nelle Aie contribuirà alla realizzazione di borse di studio universitarie per le ragazze grandi che vivono  alla Maison de la Joie in Africa Occidentale. Ogni bottiglia di vino sarà accompagnato da una pergamena ricordo.

La vendita avverrà nello stand della Maison de la Joie .

All’interno dello stand sarà inoltre possibile gustare vino sfuso e ammirare una mostra fotografica sul Benin, Africa occidentale dove ha sede la Maison de la Joie.

 

 

 

La maison de la joie:

La Maison de la Joie si trova in Benin Africa occidentale ed è una casa-famiglia per bambini ex schiavi e per donne allontanate dal clan familiare. Ha operato come realtà privata fino al 2008, anno in cui, finalmente, è stata riconosciuta come ong.

Oggi ospita  51 bambini e 6 donne ed è punto di riferimento per molte altre donne che necessitano, per periodi più o meno lunghi di accoglienza e rifugio.

I bambini che vengono accolti e vivono nella casa sono gli sfortunati eredi di un antica tradizione locale in cui i genitori, non sapendo come crescere i figli, li affidavano ai parenti più abbienti per dar loro la possibilità di studiare. Oggi però di

questa usanza non c’è più traccia e questi bambini sono invece venduti come veri e propri schiavi dai genitori. Nonostante le ridotte possibilità economiche sono ormai 51 i bambini che la Maison ha strappato a una vita non degna di questo nome, dando loro una casa, un‘istruzione e la possibilità di costruire il loro futuro.

I bambini vengono seguiti  dalle 6 donne che vivono nella casa. Sono mogli o ragazze madri, cacciate dal clan famigliare perché non disposte a sottostare alle imposizioni, spesso brutali, dei mariti. La Maison de la Joie è conosciuta nel mondo come buon indirizzo di turismo responsabile per il Benin .

 

 

 

 

Quinzan:

Il vino

Nel 2001 Luigi Veronelli ha assaggiato il Quinzân Savignon rosso  e lo ha inserito nella sua guida oro 2004 attribuendogli il “Sole”, massimo riconoscimento concesso ai 20 vini più emozionanti dell’ultimo anno.

 

 

La cantina biologica

Nasce per la valorizzazione delle migliori uve aziendali, in particolare del Savignôn Rosso, ottenuto da uve Centesimino, un vitigno autoctono faentino

 

 

 

Come arrivare:

La destinazione è via Castel Raniero 97, Faenza.

Giunti alla circonvallazione dirigersi verso Firenze; alla prima rotonda, direzione Brisighella (bocche dei canali), prendere la seconda uscita ( via Castel Raniero ) e procedere fino al parcheggio obbligatorio, ove partono le navette. Alla festa: il nostro spazio  dista circa 50 metri sulla destra del luogo principale  ( La Chiesa di Castel Raniero); e saremo accompagnati dalla musica dei  “Marmaja”

 

 

 

Per ulteriori informazioni:

Flavio Nadiani: info@maisondelajoie.com   Tel: 346.3168680

www.maisondelajoie.com

 

Per informazioni sulla cantina biologica Quinzan:

Pietro Bandini: quinzan1@alice.it  Via Castel Raniero 6 – 48018 Faenza – Tel. 339-7261421 Fax 0546-26588

www.quinzan.it/index.htm

 

Per informazioni sulla manifestazione Musica nelle aie:

Pietro Bandini fattoriabandini@libero.it cell. 339.7261421

www.musicanelleaie.it/site

 

 

 

 

 

Si ringraziano gli sponsor:

COMITATO D’AMIZIA/EMMAUS

www.comitatodiamicizia.org

BANCA DI CREDITO COOPERATIVO RAVENNATE E IMOLESE

   www.inbanca.bcc.it                                                                 

 

 

 

I bambini della Maison de la Joie

 

 

 

 

un bel video, fatto da due grandi amici della Maison, nonchè volontari, ormai quasi a tempo pieno,Marco e Lorenza….così uno si fa un’idea, di quel che vuol dire incontrare i bambini della Maison…..ti cambia la vita e la prospettiva del mondo.

buona visione

 

 

 

 

 

In nome di Joda

 

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                                     IN NOME DI JODA

 

Da Afataranga a Faenza : burro di karitè per la vita. Ricordando una giovane ragazza morta di parto

 

 Chi fa studiare un maschio educa un uomo, chi istruisce una femmina educa una nazione (proverbio africano)

 

Afataranga è un villaggio sperduto nella savana attorno a Djougou (Nord Benin), qui la Maison de la Joie  e il Comitato di Amicizia di Faenza,  ha costruito un pozzo per l’acqua e procurato un mulino per i cereali. Prima di allora infatti il villaggio, rimanendo isolato a causa dell’impervia strada per raggiungerlo, pur essendo in un estremo bisogno non è mai stato aiutato in qualche maniera da nessuna associazione o onlus di nessuna nazionalità. La mortalità infantile è altissima, dei giovani chi può, fugge verso la città, oppure verso il sud del paese , e spesso va a ingrossare le file  dei disperati  che  elemosinano un lavoro, o un pezzo di pane  a Cotonou. Eppure il villaggio di Afataranga serba nella sua brousse, un tesoro; tantissimi alberi di karitè. Il karitè è infatti chiamato l’oro d’Africa, e soprattutto un suo prodotto: il burro di karité è talmente conosciuto nel nostro mondo occidentale, per i suoi benefici sulle  nostre epidermidi malate o screpolate, e per le sue capacità di cosmesi,  da essere davvero pagato a peso d’oro qui in occidente.

Accompagnati dal padre cattolico beninese Deni, ci siamo quindi recati, con non poco affanno dovuto alla pista davvero tortuosa e a volte inesistente, al villaggio, dove siamo stati ricevuti con tutti gli onori. Abbiamo potuto constatare che i piccoli progetti (mulino cereali  e pozzo), funzionano e davvero hanno cambiato in meglio la vita dei ”villagois ”. Ora con la  creazione del mulino per la lavorazione del karitè ,  resa
 possibile grazie al finanziamento della  Deadlanders society,  contiamo di migliorare radicalmente la fatica e la vita lavorativa delle donne. In questa zona del Benin, tradizione vuole che la donna non posso coltivare direttamente alcunché, ma che possa solamente trasformare i prodotti agricoli. Con Padre Deni, e con le  donne responsabili già della produzione del burro di karité in piccoli quantitativi, si è deciso di raggrupparle in una associazione, dove potranno gestire direttamente i guadagni e la manutenzione del mulino  stesso.   

Ho chiesto poi notizie  di una ragazzina di nome Joda, la quale, in una mia recente visita, era ammalata gravemente di anemia da alcune settimane , malattia  dovuta ad un parto  prematuro. Alla mia partenza, vedendola davvero malconcia, avevo redarguito i familiari e lasciando loro una certa somma, mi ero raccomandato che la portassero subito all’ospedale. Con mio sommo dispiacere ho saputo che la giovane adolescente non è sopravvissuta, e il padre del bimbo, poco più di un ragazzo anche lui, si è preso il bambino (che per tradizione appartengono alla famiglia del maschio). Nella festa che celebrava la nostra visita al villaggio (io e un gruppo di turisti responsabili), un groppo alla gola ,misto ad una sensazione di rabbia e d’impotenza, mi ha assalito. Pensavo alla povera  e breve vita di questa creatura: da piccola  a fare i lavori di casa: raccogliere legna, andare a prendere l’acqua, accudire ai fratellini più piccoli, subire ancora il barbaro rituale dell’escissione genitale e poi appena possibile data in sposa con un matrimonio forzato, e quindi di nuovo a servizio stavolta della famiglia del marito….e poi morire cosi’, quando sarebbe bastato solo un po’ di attenzione e una manciata di monete…..quanto vale la vita di una ragazza africana?; quanto valeva la tua vita, piccola Joda?

Con Padre Deni, si è deciso  quindi di istituire  un’unità zonale di igiene, in pratica tre persone del villaggio che sappiano curare e dosare i medicinali, di primo soccorso,   che grazie all’aiuto di tutti, riusciremo loro a procurare,ed inoltre una motoretta attrezzata per portare gli ammalati gravi all’ospedale e che possa servire altresi’per portare  al mercato il prezioso burro di karité .

I primi panetti di burro di karité puro sono già in vendita qui a Faenza, il ricavato della vendita servirà appunto per questi due piccoli progetti, può rivolgersi direttamente a me (flavio.nadiani@hotmail.it, tel 0546668164);   chi invece vuole contribuire solo alla realizzazione dei  progetti,è pregato di effettuare un versamento sul conto di Insieme per Crescere con bonifico su BCC  Coordinate Bancarie ABI 08542 – CAB 23700 – CIN 1 -c/c 136840 , specificando progetto  “Nel nome di Joda – Benin”.

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BURRO DI KARITE’ PURO -MAISON DE LA JOIE
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BURRO DI KARITÉ: IL REGALO D’AFRICA

Nome botanico: butyrospermum parkii  
Una sostanza naturale davvero unica con delle proprietà straordinarie per la cura della pelle!

L’albero di karitè (puro e non raffinato!) cresce nella Savana e il frutto dell’albero racchiude al suo interno un nocciolo legnoso. Tramite la frantumazione dei suoi semi si ottiene “il regalo d’Africa” il prezioso burro di karitè.  
Il meraviglioso burro di karitè viene da secoli usato in Africa come cosmetico e come farmaco, gli indigeni lo chiamano “albero della giovinezza e lo utilizzano per massaggi contro i reumatismi, bruciature, eritemi solari, irritazioni della pelle ecc.  
Negli ultimi tempi l’impiego del burro di karitè in cosmetologia riscuote sempre più successo anche da noi, le sue proprietà protettive, emollienti, cicatrizzanti, idratanti sono stati approvati scientificamente.

Burro di karité – MAISON DE LA JOIE:

Attenzione: Come ogni cosa che viene importata da paesi sfruttati economicamente occore conoscere i venditori che veramente sostengono al meglio lo sviluppo positivo e a lungo termine delle cooperative femminili. La raccolta dei frutti è molto faticosa e viene svolta unicamente dalle donne e dai bambini. Ne segue poi la fase veramente molto laboriosa della trasformazione in burro. La vendita del burro di Karitè spesso è l’unica fonte di entrata e di sopravvivenza per le donne. Con l’acquisto del “burro di karitè – MAISON DE LA JOIE”, si sostengono le donne della comunità del villaggio di Afataranga, nel nord Benin, grazie al ricavato potremo donare loro una motoretta per il trasporto del prodotto e un corso di formazione per formare persone che sappiano usarei medicinali di primo soccorso (il villaggio è quasi totalmente analfabeta. 
In Africa si usa da sempre il burro di karitè come emolliente per la pelle, in caso di dolori reumatici, muscolari e artrite, per la riduzione di smagliature in gravidanza e per la cura dei neonati. Si usa anche per la cura degli animali. 
La sua morbida consistenza ha un ottima tollerabilità sulla pelle, la pelle risulta vellutata e liscia!

Ricetta per un olio solare con protezione 4:
far sciogliere lentamente 125 ml di olio di cocco e 75 gr di burro di karitè in un recipiente di vetro resistente alle temperature alte. Aggiungere 30 gocce di olio esseziale di lavanda vera e 20 gocce di legno di rosa, 10 ml di aloe vera gel e 10 ml di concentrato di calendula. Questa miscela liquida si adatta meravigliosamente alla cura della pelle prima e dopo i bagni solari. Con un abbassamento di temperatura il liquido diventa più denso, ma si scioglie subito nel caldo del sole.

Il burro di karitè è indicato nei seguenti casi:
•pelle matura (burro di karitè rassoda la pelle)
•pelle molto secca
•mani affaticate dal lavoro, p.es. chi è in contatto con sostanze chimiche, saponi ecc. oppure pelli che si squamano
•smagliature da gravidanza
•prima e dopo i bagni solari (molto consigliabile!)
•eritema da pannolino nei bambini neonati
•mescolandolo con un olio di base per i massaggi

Si trovano altri esempi per poter usare facilmente e con successo il burro di karitè:

Neurodermite/ Psoriasi:
Per le sue proprietà benefiche e durevoli aiuta a diminuire i problemi derivanti dalle malattie della pelle. Persone che soffrono di Neurodermite dovrebbero usare il burro di karitè senza altri aggiuntivi, puro e naturale proprio come lo consegnamo noi. 
Fragranza profumata:
Il profumo del burro di karitè può essere variato secondo i propri gusti aggiungendo l’olio di jojoba e oli essenziali a scelta. 
  La conservabilità del burro di karitè:
Proteggendolo dalla luce il burro di karitè puro si mantiene bene per almeno 3 anni. L’olio di jojoba e gli oli essenziali sono ideali come aggiuntivi (ca. 20% di olio di jojoba) senza diminuire la conservabilità, aumentando la docilità della sostanza.

Natale alla Maison de la Joie a Ouidah : tra babbi natale, lontani pastori e minacce vicine.

loumana e marie.jpgSe ne comincia a parlare a novembre in Italia, del Natale, espressamente per un fatto commerciale. Timide  luminarie, gia’ cominciano fare l’occhiolino a passanti desiderosi magari di ancora qualche raggio di sole autunnale. Poi varcato il giro di boa di dicembre, ecco che “sfacciatamente” il turbiniìo di luci, di carrillon, di fiocchetti e fiocconi ci investe come un caterpillar. Il miracolo sta per compiersi ancora una volta: lo “spirito del Natale” ci ammalia, ci costringe alla litania dei pacchetti e dei regali, ci obbliga a mostrare il nostro lato buono, ci riempie di nostalgia e di maliconia per paesaggi innevati ,e improbabili purezze; ci ordina di stringersi alle persone a noi vicino fisicamente, ci costringe a cenoni con altissimo tasso di colesterolo. Se si è soli in questo periodo è un dramma, le statistiche dei suicidi in questo periodo salgono vertiginosamente, la solitudine viene vista come una malattia, e chi non partecipa allo spirito natalizio di anglosassone importazione è senz’altro un comunista o un cristiano…..

Per  mia sfortuna a Ouidah, il Natale  coincide con un  clima caldissimo e pieno zeppo d’umidità, e l’unica cosa tragica che mi viene in mente  è il pensiero di dovermi vestire da Babbo Natale  per donare i regalini ai nostri bimbi più piccoli. Regalini portati in valigia e donati da padrini e madrine,volontari, intere scolaresche in contatto  con i nostri piccoli. A Ouidah, solitamente il Natale segue  le feste religiose  mussulmane e precede la Festa Mondiale del Vudu, per cui si può dire che per un mese intero tra celebrazioni religiose e civili si è di festa,  e poi si dice che l’Africa è indietro…  

..”Elle mit au monde un fils, son premier nè. Elle l’enveloppe de langes et le coucha dans une créche, parce qu’il n’y avait pas de place pour eaux dans les maisons…”, “créche, mangiatoia, presepe”….

..assorto sto ascoltando i bambini che provano la recita di Natale alla Maison, e mi sembra di ritornare ai miei natali  di tanti decenni fa ,quando si andava nei fossi per recuperare il muschio fresco  per il presepe, quando recitavo il sermoncino in dialetto, quando le statuine erano di gesso…che simpatico il dormiglione, mentre non ho mai capito cosa ci facessero la lavandaia e il pescivendolo in giro di notte…

 E’ bello sentirti leggere il Vangelo, Loumana, tu che sei nata in una capanna e non c’era nemmeno un bue a scaldarti. Oppure tu Rachida, che non hai mai conosciuto tuo padre, e il calore delle carezze, e tu Tzinah, che senso hanno per te le parole:” che i pastori lo vennero ad adorare”, tu, che  l’intero  villaggio ti trattava peggio di un gregge di capre,in quanto considerata strega?… Oppure tu Djoura, che hai patito la fame e il freddo e nessuno ti voleva nella sua casa ed eri destinata a una morte d’inedia…saresti veramente contenta dei doni dei pastori e immagino e lasceresti da parte l’incenso e la mirra..E tu Lahana piccola schiava domestica potresti ben immedesimarti nel somarello… Quanti piccoli Gesù alla Maison a ben pensarci!!, eh sì allora ha un senso che mi vesta da Babbo Natale a 40° gradi all’ombra, ha senso che quel giorno vi mettiate voi bimbi, il vestito buono e facciate  festa, perchè nasceste fuori dalle mura soli e infreddoliti ,i potenti non vi riconobbero , ma solo le  umili persone di buona volonta’.

 Ecco allora che i pastori arrivano e credono in quel bambino che  piange perchè vuole giustizia, vuole calore e affetto. Ecco che i pastori arrivano da lontano con lettere, foto, regali e aiuti. Ecco magi e sapienti, con anni di ateismo,  farsi prossimo e disposti ad aiutare il figlio di Dio  nudo e con il ventre brulicante di vermi.   Ecco il miracolo del Natale, ecco il piccolo miracolo della Maison de la Joie.

Un pensiero anche per te, sconosciuto, che mi mandi dal Benin lettere minatorie con richieste di “pizzo” e minaccie fisiche; mi dispiace ma non posso cedere,  il mio dovere  è  quello modestamente di rendere una piccola testimonianza che “un altro mondo è possibile”,e se vuoi unirti a noi nella battaglia disarmata con l’ingiustizia  sarai il benvenuto.

   Cari amici lontani non siete soli in questa notte di vigilia, chiudete gli occhi e pensateci, noi faremo altrettanto e saremo uniti, nessuno sarà solo,i nostri cuori batteranno all’unisono. In fondo il bambino che nasce viene a dirci questo, nessuno sia solo, nessuno sia lasciato solo….e se ho “dimenticato” il panettone in Italia, cari piccoli mi perdonerete….ma proprio non ci stava.

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