Le Petit Journal de La Maison de la Joie a Ouidah nr 9 pag 1

Le differenze razziali non esistono

Se dovessimo svegliarci una mattina e scoprire che tutti sono della stessa razza, credo e colore, troveremmo qualche altra causa di pregiudizio entro mezzogiorno.

 

Nero, bianco, giallo, rosso. Fin dalla nascita, ciascuno di noi fa parte di una di queste categorie, come se si trattasse di una proprietà costitutiva innata. Ma perché dobbiamo porci il problema delle differenze razziali, forse per incolpare la natura dei nostri comportamenti razzisti? Abbiamo sempre bisogno di imporre un ordine, il tempo è continuo ma lo dividiamo in ore, minuti e secondi. Per noi europei, un africano di pelle scura sarà genericamente di razza “nera”, ma con il termine “nero” non distinguiamo certo l’etnia di appartenenza (bantù, watusso, pigmeo, hutu, tutsi). Perché si possa parlare di “razza” occorrerebbe una quantità di geni (segmenti di DNA) differenti che NESSUN BIOLOGO ha mai osservato tra gli uomini (li si è osservati invece tra i cani, le scimmie, ecc..). Anzi, i biologi nell’uomo hanno osservato il contrario. Studiando il patrimonio genetico proveniente da persone appartenenti a popolazioni diverse, i biologi hanno scoperto che quasi tutti i geni umani songià presenti in un solo gruppo di persone. In pratica ognuno di noi è diverso dagli altri solo per l’uno per mille del suo DNA. E quel che più conta è che questo uno per mille differente si può verificare, ad esempio, più tra due bianchi o tra due neri che tra un bianco e un nero.  *trato dalla pag. 1 del Petit Journal nr 9 anno 2