Lacrime e igname: un ristorante per la vita in Benin

                                                   

             100_1445.JPG                                            LACRIME E IGNAME: UN RISTORANTE PER LA VITA

(scritto di getto all’inaugurazione del ristorante gestito dalle donne della Maison de la Joie a Ouidah)

“No!, Non così, mettilo un pò più in là!”, le ragazze stavano ultimando i preparativi appendendo i festoni colorati alle pareti e alle colonne ; altre stavano facendo bollire sui pentoloni il “chucutu'” (birra di miglio), che l’indomani sarebbe stato servito ai numerosi invitati.Un ristorante, un ristorante di igname pillé, un ristorante di ingam pillé a Ouidah, che c’è di strano?Un ristorante gestito completamente da donne: libere e alfabetizzate, in questa terra africana, dove il solo pensiero di nascere donna, ti fa già partire con il piede sbagliato. Le nostre donne: mutilate genitalmente da piccoline, calpestate da matrimoni forzati nell’adolescenza, violentate quotidianamente in età adulta nella mancanza di diritti e nei troppi figli avuti… Un ristorante per la loro dignità, un ristorante per premiare la loro volontà di cambiare la mentalità paludosa e malarica del Golfo di Guinea. Un igname di vita. Ogni piatto venduto un gradino verso l’indipendenza economica, mai più il mendicare, al marito diviso con altre mogli, un piatto di manioca e un pò di “sauce” per i propri figli. Ogni piatto venduto una goccia di profumo sul proprio corpo, per riprendersi la voglia di scoprirsi belle e ancora piacenti. La femminilità ripresa in una seduta di “treccine” dalla parrucchiera all’angolo, la sensualità ritrovata grazie ad un paigne colorato.Il ristorante è qui ora! Dio è grande!, e una lacrima di orgoglio e felicità scende a Mama Kemi, l’anziana del gruppo, qualcuna tira fuori un tamburo, le mani battono e i piedi seguoni il ritmo, tutte si mettono a cantare: “mamma Africa la notte volge al termine, il sole sorge sul villaggio, l’ospite arriva e ci porterà fortuna…”

Il ristorante da una settimana funziona, e dà lavoro a circa una ventina di donne, assieme ai volontari italiani, ci si è reso conto che per aumentare sensibilmente il guadagno del ristorante, ora veramente risibile occorre costruire un allevamento di montoni. La somma che ci serve è di circa 8 mila euro, questo farebbe aumentare i guadagni a tal punto che potrebbe finanziare una parte dei progetti per il cantiere del “Villaggio della Gioia”. Se desiderate partecipare a questo bel sogno che man mano si realizza, potete contribuire con un  bonifico  con causale erogazione libera a favore di

Associazione INSIEME PER CRESCERE– Onlus Via Laderchi, 3 – 48018 FAENZA

Banca credito Cooperativo Ravennate e Imolese, sede di Faenza, IBAN: IT85I 0854223700000000136840

specificando Progetto La Maison de la Joie a Ouidah