Joel l’orfano che nessuno vuole: nemmeno l’orfanotrofio

 

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Salve   mi presento, sono Joel  e sono nato circa 11 mesi fa  nella città di Ouidah, nello stato del Benin (Africa Occ). Appena sono nato  sono rimasto purtroppo orfano di madre, morta per complicazioni giunte dopo il parto. Mia madre era molto bella e molto giovane, purtroppo io non la conoscerò mai. Così come spero di non conoscere mio padre, il quale se l’è svignata, appena saputo che mia madre mi aspettava.

Strano paese l’Africa dove gli uomini comandano senza assumersi nessuna responsabilità; se riesco a farmi grande, cercherò di non essere così. Fino ad ieri sono vissuto con la nonna, in un tugurio senza luce, tra topi, scarafaggi  e altri animali, alla fine non avendo più niente da darmi da mangiare ha cercato di portarmi all’orfanotrofio, gestito da suore cattoliche. Purtroppo, sono un bimbo non particolarmente fortunato: infatti all’orfanotrofio non hanno potuto prendermi: troppi bimbi e troppo poca la roba da mangiare, non han potuto far altro che girare la mia  triste storia alla parrocchia. La richiesta di aiuto di  mia nonna è rimasta per alcuni mesi ancora lettera morta, finchè mi hanno consegnato momentaneamente ad una signora che non è mia mamma, ma che si sforza di esserlo. Ci sono anche altri tre bimbi con lei, che potrei considerare i miei nuovi fratelli, ma questa nuova “mamma”   non ha  nessun mezzo di sostentamento, e quindi ha rinnovato l’invito di prendermi all’orfanotrofio. Sembra che però il mio caso sia  non sia peggiore di altri, infatti ho almeno qualcuno che bene o male si occupa di me. Ma ormai io e i miei fratellini siamo al limite, veramente malnutriti, la mia nuova mamma non fa che piangere in silenzio; noi invece urliamo per i morsi della fame.

Stamattina, la mia nuova mamma assieme ai miei nuovi fratellini mi ha portato in una casa grande, piena di altri bambini, anche più grandi. La chiamano la Maison de la Joie, la casa della gioia, ed effettivamente sembra che qua si divertano un sacco. Una signora, che ho capito si chiami Justine, appena mi ha visto si è messa a piangere. Ha preso me e i miei “fratellini” e ci ha portato al dispensario. Ci hanno riempito di punture e di flebo, (altri pianti), poi finalmente….. si mangia!!!

Questa Justine, ha poi preso il telefono e mi sembrava che telefonasse lontano, lontano, dove dicono che ai bambini non gli danno mangiare troppo perchè sennò diventano obesi, ( sarà possibile?) . A sera Justine ha   parlato con la mia nuova mamma, e ho capito che c’è qualcuno che si preoccupa di me e dei miei fratellini, qualcuno che non ho mai visto, ma che sembra mi voglia bene come se fossi suo figlio.  La mia nuova  mamma piangeva, però stavolta piangeva di gioia. Io sono troppo piccolo e non conosco ancora le favole,  ma sembra che adesso il mio solo compito sia di mangiare e di riuscire a sopravvivere. Non è una cosa grande?”

Alla Maison de la Joie di Ouidah, ci è stato segnalato il caso di un’orfano e di tre fratellini, tutti malnutriti. Grazie a cari amici e volontari della Maison, sono stati trovati i primi fondi, per le cure d’emergenza, e per un’adozione a distanza. Per rendere la storia ancora più bella servono altre  persone o  gruppi, che possano adottare anche i tre fratellini. I quattro bambini non risiederanno alla Maison de la Joie, in quanto la signora che si occupa di loro, è nello stesso nostro quartiere. La Maison de la Joie, si impegna con le future madrine e padrini e con la parrocchia, che gli ha affidato questo caso pietoso, perchè i bimbi siano mantenuti in buona salute, e i prossimi anni possano frequentare regolarmente la scuola, e di tanto in tanto anche risiedere alla Maison, per fare gruppo con gli altri nostri bimbi.

Per chi volesse aiutare gli altri due bimbi con un sostegno a distanza, mi contatti urgentemente allo 0546 668164 – mail: flavio.nadiani@alice.it, e gli saranno fornite tutte le modalità per poter diventare i padrini e madrine di questi tre fratellini.

Grazie fin da ora a chi ci volesse aiutare

 

La Maison de la Joie a Ouidah: una realtà che si consolida

Franz e Cesare.jpgLA MAISON DE LA JOIE A OUIDAH  E IL TURISMO RESPONSABILE IN BENIN

una realtà che si consolida

 

Ritrovare, la propria famiglia: mia moglie beninese e le mie due piccole figlie (Azara 7 anni e Silenat di uno), dopo un  lungo viaggio, ma soprattutto ritrovare l’atmosfera della nostra casa famiglia, dove ormai una trentina di bambini accolti, studiano,giocno e lavorano in un’ambiente di gioia e di continua vivacità sostenuto dal frequente rapporti con volontari e turisti responsabili italiani, mi fa davvero bene al cuore.

Vedere come passa il tempo e quanto grandi e maturi diventano nei pochi mesi della mia lontananza, mi dà l’idea di che tipo di esperienza sia la vita. Che gran viaggio è il continuo passare dei nostri giorni con ognuno il suo piccolo bagaglio di attimi, emozioni ed esperienze.

Sapere che tutti i ragazzi e ragazze della Maison  sono stati promossi è una bella cosa, specialmente per quelle persone che da anni ci sostengono, e se da una parte mi rende orgoglioso di loro, dall’altra il capire come queste intelligenze un giorno non potrano più continuare per mancanza di fondi, mi preoccupa assai. Ma una cosa alla volta, “ad ogni giorno il suo peso”, per ora godiamoci questi momenti.

Le ragazze e i ragazzi hanno preparato per i turisti, ma noi preferiamo chiamarli amici, ( tanto poi dopo il viaggio i contatti vengono sempre mantenuti, e alcuni poi ritornano ngli anni successivi), uno spettacolo di canzoni e di danze. Dopo lo spettacolo una sontuosa cena, con ancora in cuore la gratitudine e la tenerezza per le giovani artiste.

E’ questo il miracolo che rendono belli questi viaggi, il valore aggiunto che nessun altro viaggio di gruppo in Benin ti può dare: le persone che abitano alla Maison de la Joie. Sì certo, la bellezza naturale del paese, la sua storia antica e recente, le sue sofferenze, i villaggi al nord, le etnie guerriere ogni cosa contribuisce a rendere interessante un viaggio; ma a farla divenire “esperienza e condivisione”, un qualcosa che chi viaggia con agenzie e fuoristrada, non troverà mai, è la sensazione di “trovarsi veramente a casa”; di poter intraprendere relazioni alla pari seppur distante migliaia di kilometri da casa . Non sono io che lo dico, ma i viaggiatori stessi, quando si rientra dal nord, hanno questa percezione: la Maison si apre a loro non solo in senso fisico ma in senso metaforico. Riescono ad entrare a far parte della comunità.

E’ questa la sensazione più forte e che a caldo  mi preme ricordare oggi, dopo tanti gruppi accompagnati e dopo tanti viaggi fatti. Viaggi alcuni riusciti bene, altri un pò meno, ogni viaggio è differente come ogni persona lo è. Ringrazio quindi: Alessia, Federica,Cristina, Francesco,Valentina e Giorgio per questi giorni fantastici vissuti insieme; seppure siano anni che giro il Benin, a me ancora una volta ha fatto un’enorme impressione e una grande tenerezza, spero di aver trasmesso  loro il mio amore per questo paese e per la sua povera gente che da secoli aspetta una vera liberazione.

Grazie alla Maison de la Joie a Ouidah, grazie a Viaggi e Miraggi per averci fatto conoscere, grazie a voi per come avete vissuto l’avventura di “scoprire il Benin” assieme a me.