ben venga il primo maggio…per tutti i bimbi schiavi

Riflessioni ad uno stand equosolidale nell’occasione del giorno di “S.Giuseppe lavoratore”

 Pomeriggio assolato (finalmente), passato in un grande sagrato di una chiesa, per la festa patronale. Ho allestito lo stand con tutte le immagini della Maison de la Joie, con le magliette e le altre “robe” dell’equo-solidale da vendere. Una giornata come la chiamo io, da pochi affari e molta testimonianza. Qui in questi momenti di solitudine alternati a spiegazioni su cos’è la Maison de la Joie, dov’è il Benin, e come si fa il turismo responsabile, passio il mio “primo maggio festa del lavoratore”.

Festa del lavoratore: e il mio pensiero passa ai milioni di bimbi schiavi, che per loro oggi davvero non è una giornata di festa, ma un giorno qualunque di sacrificio e di bastonate per arrivare a sera. In Benin si calcola che almeno un mezzo milione di bimbi, vivono in condizioni di schiavitu’, in queste condizioni la parola lavoro è una maledizione e non invece il mezzo per avere una vita dignitosa.

 Il mio pensiero arriva a Ouidah, dove almeno una trentina di bambini, vivono in sicurezza e libertà: tra istruzione, giochi e piccoli lavori di casa. Insomma un’educazione, come tutti i bambini del mondo dovrebbero avere. Non sono orgoglioso di quello che abbiamo creato, io e i tanti amici che collaborano e sono passati da Ouidah.. Orgoglioso,  lo sarei se avessimo stimolato migliaia di famiglie a fare come noi: a prendere cioe’ in casa tanti bambini sfruttati e senza famiglia, a farli studiare, anziché lasciarli nell’ignoranza e nella negazione totale dei loro diritti più elementari.. Facciamo solo quello che la nostra coscienza esige e vorremmo che tanti si unissero a noi, per cambiare questo mondo dal basso e renderlo un pochino più giusto. Qui in questo piazzale assolato e isolato, mi viene in mente la canzone :”…neanche un prete per chiacchierar..”; e penso  che questi siano momenti rubati  alla mia famiglia, a mia moglie e alle bambine, ma so che mi capiscono e mi perdonano: l’amore  si moltiplica e non si divide.

Giù alla Maison de la Joie a Ouidah (casa famiglia per bambini ex schiavi”, il prossimo settembre  abbiamo tre bambine in più da mandare a scuola. C’è qualcuno disposto  a pagare un’anno scolastico, per il riscatto di una bambina? In Africa istruzione vuol dire: prendere  coscienza dei propri diritti e delle proprie possibilità; aprire una finestra sul futuro, avere una chanche nella vita, soprattutto se  sei donna.

Per chi volesse visitare la Maison de la Joie a Ouidah, sappia che è in programmazione un viaggio di  turismo responsabile dal 2 agosto al 16 agosto p.v., con VIAGGI E MIRAGGI (www.viaggiemiraggi.org”). Per chi invece volesse iniziare un’adozione a distanza con una delle nostree bimbe mi contatti urgentemente: tel. 0546 668164; flavio.nadiani@alice.it

Arriva la primavera, assaporiamo l’aria nuova, rinnoviamo la nostra vita, cerchiamo la dignità nelle nostre azioni, sempre, e allora la festa del lavoro avrà un significato vero e non sarà solo una passerella politica, o un concerto.

 

http://www.webalice.it/flavio.nadiani