Da “vu cumprà” a President of United States of Italy

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Obama: ilsogno di Martin Luther King, il sogno di Malcom X
 

 

da vu cumpra’ a figli del vento

 

 

 

 

A capo dell’Impero, dunque un nero, un’afro-americano nel senso pieno della parola, essendo suo padre direttamente nato in Africa. Il sogno, il regalo “confezionato” dagli establishement finanziari e intellettuali  per dare una smossa al vecchiume made USAè riuscito.  Non si può più tornare indietro, ora l’America ricomincia a correre e ridiventa quello che nell’immaginario collettivo è sempre stata: una terra promessa, una terra dove la diversità è una  “ricchezza”,  dove non conta da dove vieni, ma da cosa vuoi fare e  da come lo farai.

E’ il sogno di Martin L. King: , “verrà il giorno che non saremo considerati per il colore della nostra pelle”; è il sogno di Malcom X: un presidente nero con un nome mussulmano….ma è anche il sogno dei diseredati e dei derelliti che vivono ai margini dell’impero e che sono stanchi delle briciole.

Dalle spiaggie africane in catene, e dai campi di cotone fino alle università, e ora nella stanza dei bottoni,  finalmente! La dignità restituita a generazioni di sognatori. Cogliamo il senso di quello che è accaduto, lasciamo stare le banalità e le stupidaggini dei nostri politici locali,

chiaro che non è un salto nel buio,  lo statunitense lo si è visto, era pronto sia per un presidente donna che per  un presidente nero.

Da noi le (belle)  donne in politica amano la strada breve e la vista corta, e i neri sono ancora dei “vu cumprà”.  

 Si dice che mediamente gli Usa siano avanti venti  anni rispetto a noi del vecchio continente ; bene quando le mie figlie mulatte e mezzo-sangue  saranno grandi, forse anche loro avranno un Obama italiano , che ci riconcili come nazione, come insieme di popoli e di culture, e butti gli occhi “sulla nuova frontiera”. Io e mia moglie avremo pazienza,  sapremo aspettare qule giorno e scenderemo in piazza a gioire: non più figli di “vu cumpra’”, ma figli del vento che soffia dall’Africa e dall’America

 

 

 

 

http://www.webalice.it/flavio.nadiani

 

 

il turismo responsabile in Benin – la casa-famiglia “La Maison de la Joie a Ouidah” 

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In questi giorni terribili per il Continente nero

In questi giorni terribili per il Continente Nero fatto  di nuove guerre  e catastrofi umanitarie in RD Congo (uno dei paesi più “ricchi al mondo per risorme e materie prime…..); e più genericamente di fame, a  causa degli sciagurati ladri della finanza mondiale, le immagini terribili che ci arrivano dal continente perduto potrebbero essere tantissime.

E’ dura spiegare giù  a Ouidah, ai nostri bimbi che la carne nel piatto del riso  resterà un miraggio, perchè con gli ultimi aumenti, il prezzo è cresciuto a dismisura, se gli dicessi subprime, o hedge founds mi guarderebbero meravigliati, e credo che se lo dicessi anche agli adulti continuerebbero a non capire. Che c’entrano loro con i mutui delle case degli yankees, loro,  che una casa  propria non l’avranno mai …..

Il Benin come molti degli stati africani, ha una percentuale di giovani al di sotto dei 14 anni di quasi del 50% della popolazione, allora ho preferito mostrarvi la vitalità dell’Africa nera, la voglia di vivere e di danzare insieme per un futuro migliore .

La compagnia Gogohoun, giovani pieni di vita del sud Benin si esibirà il 30 dicembre a Cotonou al Centro Culturale Francese; è un’occasione per chi è giù di scoprirli. Noi ci saremo con i nostri viaggi. Fate presto le prenotazioni per il  viaggio di turismo responsabile stanno arrivando e presto chiuderemo il gruppo

 

per info: tel. 0546 668164  – flavio.nadiani@alice.it