è nata Silenat

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                            BENVENUTA    SILENAT 

 

ecco la mia piccola grande famiglia, che assieme a quella della Maison de la Joie è tutto quello che “possiedo”. Dicono che  ogni bimbo che nasce è il segno che Dio ancora non si è stancato dell’uomo…, per me è il segno che ancora la speranza di cambiare questo mondo non è vana.

Therese, Azara,Silenat, ancora una settimana insieme poi il Benin, la terra dei vostri avi, mi chiama; altri bimbi hanno bisogno di noi, lo sapete che là abbiamo persone che pregano (ognuno nella propria fede: cattolica, islam, vudu’) per noi, (io mi aspetto il pensiero benevolo anche degli atei praticanti); non possiamo abbandonarli.

in questo momento di partenza per me ho bisogno di molto, molto incoraggiamento….

Azara, tu che sei la più grandicella, (tu che porti il nome della nonna africana “fiore raro  nel deserto” coccola Silenat “per la mamma”); tutte e due vegliate il mio amore Therese Zenabou.

 

I prossimi blog verranno scritti in terra africana, dove coordinerò volontari e turisti responsabili, a proposito, cerco già persone disposte a venire giù per le vacanze di Natale.

Fate presto prima che i biglietti d’aereo aumentino…..

ciao a tutti 

http://www.webalice.it/flavio.nadiani

 

E’ con gran gioia….a la Maison de la Joie

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 E’ con gran gioia  che vi comunico che persone generose hanno accolto il nostro appello e si sono impegnate per il sotentemento finanziario della scuola di tre delle quattro bambine che perdute la madre rischiavano  seriamente di essere vendute come schiave da un padre snaturato ma sicuramente  anche disperato e incapace di provvedere al loro sostentamento. Fortunatamente la nonna si è opposta e ha cercato l’aiuto di Justine che conosceva da tempo e sa l’opera che porta avanti. Justine  ha subito  richiesto il nostro aiuto e io ho lanciato un’appello su questo blog. La Provvidenza tramite persone generose ha fatto sì che la situazione non prendesse una triste piega, cosa purtroppo abbastanza frequente in Benin. Il problema dei ” Videmegonne”, letteralmente in lingua fon  “bambini prestati”, è talmente radicato che praticamente ogni famiglia abbente o meno abbiente ha in casa dei bambini che li aiutano a svolgere i lavori pesanti: chiaramente senza possibilità di studiare, di giocare, di avere ciè una vita normale da bambino e senza alcuna possibilità di avere un futuro. Questo il passo della lettera che ho inviato alle persone che generosamente hanno accolto l’appello:

 Nel ringraziare volevo comunicare che le 4 bambine sono arrivte oggi a Ouidah con la nonna,
la mamma era cristiana quindi ha voluto che portassero oltre al nome mussulmano anche quello cristiano , le bambine si chiamano:

FATYA JASHMINE  13 ANNI
RABJAT RAISSA 10 ANNI
AFIFATH EXPERANCE 6 ANNI
KEMI EMANUELA  2 ANNI

Fatya e Rabjat proseguiranno regolarmente gli studi, Afifath li iniziera’ quest’anno, il padre saputo della cosa e che c’erano di mezzo dei “yovo” , bianchi in lingia locale ,  penso abbia desistito dal suo proposito, ma non è mai detto, in Africa la prole è del padre e non esiste una  legge  seria che ti tolga la patria potestà, c’è però il buon senso del vicinato e della comunità, quindi presumo che lascerà perdere. Per il momento abbiamo messo 600 km di distanza….e un’abisso culturale in mezzo.

ASPETTIAMO ORA  ALLA MAISON DE LA JOIE  A OUIDAH I PADRINI E LE MADRINE, IO NEL FRATTEMPO QUANTO PRIMA VI FARO’ AVERE INFORMAZIONI E LA STORIA DI QUESTE BAMBINE CHE A SENTIRE JUSTINE SEMBRA TRAMENDA. AD AGOSTO VI FARO’ AVERE LE FOTO.

GRAZIE A TUTTI

http://www.webalice.it/flavio.nadiani 

 

Una cosa bella e una cosa meno bella

Cosa volete per primo la cosa bella o la brutta?

Beh cominciamo dalla cosa più “futile”, ovvero la bella. Una ceramista mia amica Nives Rava, ci ha regalato una sua opera, una bella targhetta da esporre nel muro di cinta della nostra Maison.

Ecco la placchetta: e02f5077a6fdc1aa385d8d4c4c231202.jpg

 rappresenta un babbo e una mamma che tengono dei bimbi, i palloncini significano che i bimbi sono felici, il sole e la luna, significa che l’impegno è preso per un lungo tempo. Stanno tutti sul pitone, animale sacro e venerato e simbolo di Ouidah.

Ecco il logo della “Maison de la Joie”. Grazie Nives!!  Ad agosto chi verrà a trovarci lo vedrà esposto.

 

 

Veniamo alla brutta notizia: sembra che la Cina abbia avuto il permesso dalla comunità internazione di importare nuovamente AVORIO!!!

Ma siamo matti!!!, credo sempre di più che questo mondo non sia più il mio, ma tocca ad ognuno di noi non lasciarsi andare e continuare ad impegnarsi, per un mondo più giusto, solidale e tollerante, e non bisogna mai abbassare la guardia….

www.pendjari.net

http://www.webalice.it/flavio.nadiani

 

una richiesta urgente

3b955563d2cd6d6b6706a0ab4bc4e22d.jpgOggi ho sentito Justine, la nostra responsabile della casa-famiglia, a Ouidah. L’ho sentita turbata e affranta, le ho chiesto il perchè: per i debiti che ha contratto?, per il prezzo dei cereali e del riso che cresce ogni giorno di più, affamando la povera gente? Per il fatto che i bambini sono troppi e non sappiamo più dove metterli?

No, dopo un pò si è lasciata andare e mi ha esposto il problema. La sua cara amica è morta una settimana fa di una malattia incurabile, lascia 4 figli in tenerà età. Questa, purtroppo è una cosa che succede spesso; considerate il dramma, anche perchè di solito  in Africa è la madre che si occupa totalmente della prole, sia affettivamente che materialmente.

La nonna, si è fatta carico di tutti i bimbi, ma cosa grave, il padre è venuto a vedere i bambini, con l’intenzione di prendersene uno per poi….rivenderlo, purtroppo cosa alquanto comune in Benin, paese dei bimbi schiavi. Finora la nonna si è sempre opposta, ma purtroppo lei non ha i mezzi sufficienti per poterli sfamare, non parliamo poi di mandarli a scuola o dar loro un minimo di educazione.

Justine, me lo diceva angosciata, anche perchè sa noi come siamo allo stremo delle risorse e delle nostre forze; però davanti a un problema del genere non posso non ribellarmi.

Ora: se ci sono gruppi, una classe di scuola, una persona diposta ad adottarne a distanza almeno un paio, il modo di prenderli alla ns Maison de la Joie e dar loro un futuro, ripeto il modo lo si potrà trovare, staremo più stretti, ma ce la faremo.

E’ un’appello urgente quindi alle vostre coscienze, prima che questo sciagurato, ma sicuramente sfortunato padre, possa mettere in atto il proposito di vendere i suoi bambini..

Diffondete più possible il mio appello, io credo ancora alla provvidenza, datemene una prova.

Allego il modulo per l’adozione, poi ai primi di agosto andrò ad incontrare personalmente questi bimbi, che spero grazie a voi siano già accolti alla Maison de la Joie.

 per informazioni, chiamatemi in qualsiasi momento allo 0546 668164, oppure 054 537615 ufficio

  

Spettabile Associazione

INSIEME PER CRESCERE

Settore Adozione a Distanza

Via Laderchi, 3 – 48018 FAENZA

Tel./Fax. 0546 – 620713 Cell. 335-5852330

E Mail: raffaelegaddoni@libero.it

                    In relazione al vostro progetto teso ad erogare una borsa di studio per favorire la scolarizzazione degli adolescenti appartenenti a famiglie senza mezzi e non in grado di provvedere ai bisogni familiari, denominato Adozione a distanza, vi comunico la mia disponibilità ad aderire all’iniziativa, convinto che anche il sacrificio di uno solo può contribuire a migliorare ed elevare la vita di molti.  

Pertanto

 

Mi impegno ad erogare annualmente un contributo di Euro 372,00, che provvederò a versare a scadenza:

mensile   trimestrale   semestrale   annuale (sottolineare la scadenza preferita)

sul conto corrente intestato a INSIEME PER CRESCERE, Via Laderchi, 3 – 48018 Faenza (RA)

presso:

Banca di Romagna – Sede di Faenza; Coordinate bancarie IT82  D 06205 23704 000000009218   La mia preferenza è rivolta alla sezione del progetto in: Argentina,  Benin, Guinea Bissau,  

Comunico il mio indirizzo, recapito telefonico e Codice Fiscale:

 

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                                                         (nome, cognome ed indirizzo)

 

                                                                                                                                 

       (recapito telefonico e cellulare)                                                              (casella posta elettronica)

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                   (codice fiscale)

     

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                                   (firma)

P.S.

Sottolineare la scadenza : mensile ecc. ed il Paese che si è scelto.

 

Il modulo, una volta compilato, dovrà essere recapitato all’indirizzo dell’associazione. Al suo ricevimento la segreteria del progetto provvederà ad inviare scheda e foto del ragazzo cui sarà destinata la borsa di studio